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	<title>Nina, Ringo &#38; C.</title>
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	<description>Dedicato a chi ama gli animali</description>
	<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 16:12:56 +0000</pubDate>
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		<title>Gonzo è volato a Monticchiello</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 10:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nina</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ a Monticchiello, nel senese, l’ibis eremita avvistato alcuni mesi fa a Castiglione del Lago dai volontari della Lipu Trasimeno. Gonzo, così è stato chiamato dai ricercatori austriaci che stanno portando avanti un progetto di reimmissione di questi rari uccelli in natura, era arrivato a Castiglione del Lago nel mese di maggio. Proveniva dall’oasi Wwf [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><font face="Courier New">E’ a Monticchiello, nel senese, l’ibis eremita avvistato alcuni mesi fa a Castiglione del Lago dai volontari della Lipu Trasimeno. Gonzo, così è stato chiamato dai ricercatori austriaci che stanno portando avanti un progetto di reimmissione di questi rari uccelli in natura, era arrivato a Castiglione del Lago nel mese di maggio. Proveniva dall’oasi Wwf di Orbetello dove era giunto insieme ad altri esemplari di ibis protagonisti, insieme a lui, di un singolare viaggio. Essendo nati in cattività, per insegnare loro la rotta migratoria, i ricercatori austriaci dell’associazione ambientalista Förderverein Waldrappteam, li hanno affiancati nel loro viaggio dall’Austria all’Italia con un parapendio a motore. Per mesi gli è stato insegnato a volare accanto a questo velivolo e loro, forse scambiandolo per la mamma, lo hanno seguito fino in Toscana. Durante il viaggio sono state fatte diverse tappe. Una proprio al lago Trasimeno, dove Gonzo è tornato poco dopo. E’ rimasto a Castiglione del Lago per diversi giorni, monitorato costantemente dalla Lipu Trasimeno a cui è stato affidato l’incarico di informare i ricercatori dell’associazione d’oltralpe dei movimenti di Gonzo. Fino a quando lo strano uccello dal piumaggio scuro ha deciso di riprendere il volo. Nessuna notizia di lui fino a qualche giorno fa. Quando, grazie all’anello identificativo che porta alla zampa, i volontari della Lipu Trasimeno l’hanno riconosciuto. Ma perché Monticchiello? «Anche quel territorio – spiega Alba Tiziana Brusconi, responsabile dalla Lipu Trasimeno - è stato una tappa del viaggio degli ibis verso l’oasi Wwf di Orbetello e così Gonzo deve aver deciso di tornarci. Gli studiosi dell’associazione austriaca ci hanno chiesto di continuare a monitorarlo. Lui sta bene, ha un bel piumaggio e appare molto più diffidente verso gli estranei di quando era a Castiglione del Lago. Ma ciò è un bene per lui». Non si sa perché questo ibis si sia allontanato da solo dal gruppo, senza una compagna. Particolare questo che al momento non sembra interessare Gonzo, single e felice. </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Daniela Billi</font></font><font size="2" face="Courier New"> </font></p>
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		<title>Adottiamo un pipistrello</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 10:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nina</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Perugia - Avete mai pensato all’adozione di un pipistrello? Ebbene, al lago Trasimeno è possibile e potrebbe tornare molto utile. Grazie ad un curioso progetto sperimentale coordinato dal Dipartimento di Biologia Cellulare e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia e portato avanti da Provincia di Perugia e Regione Umbria nell’ambito della lotta ai chironomidi. Eh [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><font face="Courier New">Perugia - Avete mai pensato all’adozione di un pipistrello? Ebbene, al lago Trasimeno è possibile e potrebbe tornare molto utile. Grazie ad un curioso progetto sperimentale coordinato dal Dipartimento di Biologia Cellulare e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia e portato avanti da Provincia di Perugia e Regione Umbria nell’ambito della lotta ai chironomidi. Eh sì perché i pipistrelli sono davvero ghiotti di insetti, chironomidi compresi. Un singolo esemplare di chirottero è in grado di mangiare dai mille ai 2000 insetti a notte. Per questo l’Azienda Asl n.2 ha lanciato questa originale iniziativa di lotta ‘naturale’ agli infestanti insetti. Con l’arrivo della bella stagione infatti le zone del lago si riempiono di milioni e milioni di queste simil zanzare che creano tanti disagi a turisti e abitanti del Trasimeno. E allora, per combatterli, perché non cercare di richiamare nei nostri territori questi importanti e antichissimi mammiferi volanti? </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Il progetto “Adotta una bat-box” consiste nel collocare 200 nidi artificiali per pipistrelli in altrettanti siti intorno al lago: centri abitati, parchi, giardini, edifici che potranno così essere colonizzati dai pipistrelli. Il Dipartimento ha quindi messo a disposizione gratuita dei cittadini queste casette, fino ad esaurimento delle scorte. </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Naturalmente questo non sarà l’unico mezzo di lotta ai chironomidi. Si combinerà con gli altri già sperimentati e approvati dalla Regione, che consistono nel controllo delle larve attraverso la distribuzione di prodotti biologici nel lago mediante l’impiego di un mezzo anfibio, l’hovercraft, e l’utilizzo in punti strategici di lampade luminose, le cosiddette ‘tofolamp’.</font></font><font size="2"><font face="Courier New">Insomma, quello delle bat-box sembra essere un ulteriore passo in avanti nella sperimentazione di mezzi di controllo degli insetti del tutto innocui per l’ambiente, a differenza dei pericolosi insetticidi che tanto danneggiano l’ecosistema soprattutto perché non selettivi.</font></font><font size="2"><font face="Courier New">Daniela Billi</font></font></p>
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		<title>Gonzo preferisce il lago Trasimeno</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 10:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nina</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse il suo nome la dice lunga anche sul suo carattere, “Gonzo” così è stato chiamato dai ricercatori un giovane esemplare di ibis eremita, un uccello molto raro e finora assolutamente inesistente al Trasimeno, che a metà aprile ha deciso di stanziarsi a Castiglione del Lago. La particolarità è che fa parte di quel gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><font face="Courier New"><a href="http://blog.qzlife.it/nina/files/2009/12/ibis_eremita2.jpg" title="Gonzo (foto Lipu)"><img src="http://blog.qzlife.it/nina/files/2009/12/ibis_eremita2.thumbnail.jpg" alt="Gonzo (foto Lipu)" /></a><a href="http://blog.qzlife.it/nina/files/2009/12/ibis_eremita2.jpg" title="Gonzo (foto Lipu)"></a>Forse il suo nome la dice lunga anche sul suo carattere, “Gonzo” così è stato chiamato dai ricercatori un giovane esemplare di ibis eremita, un uccello molto raro e finora assolutamente inesistente al Trasimeno, che a metà aprile ha deciso di stanziarsi a Castiglione del Lago. La particolarità è che fa parte di quel gruppo di undici ibis eremita che a inizio anno venne accompagnato da alcuni ricercatori austriaci lungo un viaggio davvero insolito. Ma andiamo con ordine. </font></font><font size="2"><font face="Courier New">L’ibis eremita è un tipo di uccello a serio rischio di estinzione. Fino al 1500 era presente nell’area del Mediterraneo, ma si stima che oggi ne esistano in tutto il mondo solo duecento esemplari. Il suo aspetto è molto curioso: piumaggio nero, testa rossa e scapigliata, lungo becco arcuato e di colore rosso, rosse anche le zampe e un’apertura alare di oltre un metro e venti. Proprio perché ormai estremamente rari, l’associazione ambientalista Förderverein Waldrappteam da tempo sta tentando di reintrodurli in Europa. A cominciare dagli undici ibis nati cinque mesi fa in cattività, ma proprio per questo non in grado di trovare da soli le rotte migratorie. Ed è qui che diventa fondamentale l’aiuto dell’uomo. I ricercatori, attraverso un apposito progetto partito nel 2002, hanno pazientemente insegnato a questi uccelli la giusta rotta verso sud. E per fare questo è stato insegnato loro a volare accanto ad un parapendio a motore che forse considerano la loro mamma. </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Dopo alcune prove di volo, l’insolito gruppetto a febbraio si è quindi mosso dall’Austria alla volta dell’Italia, destinazione l’oasi Wwf di Orbetello per trascorrervi l’inverno e riacquistare le capacità migratorie dimenticate. Durante il viaggio una sosta è stata fatta anche a Castiglione del Lago. Ed è qui che Gonzo deve aver concepito l’idea, quella di preferire alla Toscana il lago Trasimeno. E così è stato. Il nostro, circa un mese fa ha lasciato il gruppo ed è tornato da solo a Castiglione del Lago. Ad accorgersi di lui alcuni residenti che hanno avvertito la Lipu del Trasimeno. Gonzo non passava certo inosservato. Mai visto un uccello simile al lago. Per fortuna era inanellato e questo ha permesso di identificarlo e risalire all&#8217;associazione austriaca curatrice del progetto ibis eremiti. I ricercatori d’oltralpe sono stati subito avvertiti dalla Lipu dell’avvistamento e uno studioso è arrivato a Castiglione del Lago per recuperare il nostro simpatico amico. Ma lui non si è fatto trovare. Era lì fino a mezzora prima dell’arrivo dell’austriaco, poi si è nascosto, non ha voluto saperne di ripartire. E visto che si è ambientato molto bene, lo studioso ha deciso di lasciarlo qui, forse gli verrà portata una compagna. A monitorarlo costantemente Chiara Vinerba della Lipu Trasimeno che invierà email settimanali per tenere aggiornata l’associazione sui movimenti di Gonzo che, appena ripartito il ricercatore, è magicamente rispuntato tra i cespugli accanto al lago. w</font></font><font size="2"><font face="Courier New">Daniela Billi</font></font><font size="2" face="Courier New"> </font></p>
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		<title>Da Argo a Zezzè</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 10:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nina</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Se per decenni il migliore amico dell’uomo ha risposto ai classicissimi nomi Fido, Briciola, Bobi, Diana&#8230; oggi questo non accade più. O meglio, da qualche anno a questa parte i proprietari di cani scelgono per il loro animale nomi davvero particolari, originali, a volte bizzarri. Accade questo anche al Trasimeno. Basta scorrere l’elenco dei circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><font face="Courier New">Se per decenni il migliore amico dell’uomo ha risposto ai classicissimi nomi Fido, Briciola, Bobi, Diana&#8230; oggi questo non accade più. O meglio, da qualche anno a questa parte i proprietari di cani scelgono per il loro animale nomi davvero particolari, originali, a volte bizzarri. Accade questo anche al Trasimeno. Basta scorrere l’elenco dei circa diecimila nomi conservati nel registro elettronico dell’anagrafe canina dell’Asl n.2, tenuto dall’Ufficio competente del servizio veterinario, che ha sede a Castiglione del Lago e dove è obbligatorio recarsi per iscrivere il proprio quattrozampe. Nel database che parte dal 1° gennaio 2004, da quando è diventato obbligatorio il microchip, vi sono schedati tutti i cani degli otto comuni del Trasimeno a cui si aggiungono le circa 35mila schede ancora cartacee. Tutta l’anagrafe regionale ne conta circa duecentomila.</font></font><font size="2"><font face="Courier New">Fatti di cronaca, eventi, passioni particolari sembrano essere i principali fattori che ispirano i proprietari nella scelta del nome da dare al proprio fedelissimo amico. </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Seppure sono sempre molto gettonati i personaggi della mitologia greca (Argo, Penelope), o i classici della letteratura, oggi molto si attinge dai cartoon (il pesciolino Nemo ad esempio) o dalle serie tv: dagli indimenticabili ma ormai sorpassati Lessie e Zorro ai più recenti Rex e Tequila. </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Contrariamente al consiglio degli addestratori di dare al proprio cane un nome breve, alcuni scelgono per i propri pelosi nomi infiniti o difficilissimi da ricordare: Rededrose, Qoccle’s Perfectrhapsody,Cosafattacapoha. O più musicali: Tuppituppi, Omarraggià. Oppure doppi, tripli o addirittura una interminabile sequenza di titoli, degna dei membri delle famiglie più blasonate. Un proprietario, ad esempio, ha chiamato i suoi numerosi cani Twity Dei Fiocchi Rossi, Oleron Dei Fiocchi Rossi, Xilit Dei Fiocchi Rossi ecc. ecc&#8230;. C’è chi invece, sfegatato tifoso del calcio, attinge a tutta la formazione del Milan, dell’Inter, della Roma soprattutto: Maicon, Pirlo, Ronaldinho. «Durante i mondiali di calcio – dicono dall’ufficio veterinario – fioccavano i nomi dei giocatori. La nazionale del Brasile era quello che andava per la maggiore».</font></font><font size="2"><font face="Courier New">Moltissimi – fanno notare dall’ufficio Usl - i nomi propri di persona, soprattutto dei familiari, in barba alle possibili confusioni o crisi di identità. Come quel signore che ha dato ai suoi amatissimi cani i nomi dei figli, confessando però che i primi sono molto più obbedienti dei secondi. E allora nell’elenco scorriamo Giada, Giovanni, Bruna, Pasquale, Rosa&#8230; </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Per intere cucciolate c’è chi deve essersi impegnato davvero molto per cercare nomi con la stessa iniziale. Scopriamo una lista di segugi che rispondono a: Zagor, Zeus, Zac, Zebra, Zezzè. «Ma questa particolarità, propria soprattutto dei cani da caccia, dipende da una curiosità – evidenziano i responsabili del servizio veterinario -. Molti cacciatori infatti iscrivono i propri cani anche all’Ente nazionale cinofilia italiana e quando vengono registrati è lo stesso Enci, secondo il periodo della cucciolata, che stabilisce la lettera dell’alfabeto per la scelta dei nomi». </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Manie, mode, forse particolarità dell’epoca moderna, dimenticando che per richiamare il proprio quattrozampe in fondo&#8230; basta un semplice fischio!  </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Daniela Billi</font></font></p>
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		<title>Nina e il fenomeno dell&#8217;abbandono degli animali</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 13:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nina</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Avrei  voluto iniziare questa diario, dedicato a tutti coloro che amano gli animali, in modo “leggero”. Parlare di quanto amore sono capaci i nostri fedeli amici, di quanta gioia e allegria possono portare all&#8217;interno di una famiglia. Non importa se siano cani, gatti, uccelli o pesci&#8230; ognuno di loro, a modo suo, può cambiarti la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrei  voluto iniziare questa diario, dedicato a tutti coloro che amano gli animali, in modo “leggero”. Parlare di quanto amore sono capaci i nostri fedeli amici, di quanta gioia e allegria possono portare all&#8217;interno di una famiglia. Non importa se siano cani, gatti, uccelli o pesci&#8230; ognuno di loro, a modo suo, può cambiarti la vita.Ma poi ho ripensato a quel giorno di metà settembre, quando ho intravisto, nascosto tra gli olivi, un musetto con due occhi dolcissimi, uno sguardo basso e speranzoso, orecchie esageratamente lunghe in un corpo troppo magro perché provato dalla fame. Era un cane. Una femmina di segugio priva di tatuaggio o microchip e molto diffidente. Nina, così l&#8217;abbiamo chiamata, era stata abbandonata, come capita a tanti animali, soprattutto cani. E’ entrata a far parte della nostra vita. Piano piano, giorno per giorno, ha riacquistato fiducia verso l’uomo. Ha vissuto con noi per sette anni, regalandoci momenti bellissimi. E’ per lei e per i tanti animali che ogni anno, anche nelle nostre zone, vengono “traditi” che ho pensato di dedicare queste poche righe al grave fenomeno dell’abbandono. Una crudeltà che si ripete ad ogni estate, ma non solo. Non tutti sanno però che chi abbandona un animale commette un crimine. Con l’entrata in vigore della legge 189/2004 il legislatore ha previsto non solo un inasprimento delle pene contro gli abusi nei confronti degli animali, ma ha inserito la maggior parte dei reati contro gli animali tra i delitti. Inoltre è importante sapere che la maggior parte degli animali abbandonati muore. Cani e gatti spesso finiscono sotto una macchina e possono causare pericolosi incidenti. L’animale che sopravvive alla fame, agli stenti, alle malattie o alla crudeltà degli uomini nella maggior parte dei casi o è costretto al randagismo o viene rinchiuso in un canile o gattile dove, per quanto possa essere trattato bene, se non adottato subito vive il resto della sua vita dentro un box privo dell’affetto di cui ha bisogno. Per questo se si decide di prendere un animale, è per sempre. Occorre considerare che quello che all’inizio appare come un delizioso batuffolo di pelo, presto diventerà grande, richiederà attenzioni, cure e molto impegno da parte nostra, che saprà ricambiare tanto tanto affetto. Infine, cosa fare in caso di ritrovamento di un animale abbandonato? La cosa migliore è contattare il Servizio Veterinario della Asl competente per la nostra zona. Qualora il ritrovamento avvenga in prossimità di un’autostrada o di una superstrada, può essere chiesto l’intervento della Polizia Stradale o dei Carabinieri.</p>
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		<title>Ken un mix di agilità e allegria</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 17:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nina</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ken è un bellissimo esemplare di border collie di quasi due anni, che non passa certo inosservato a Castiglione del Lago dove vive. Bianco e nero. Simpaticissimo e sbarazzino con quell&#8217;orecchio sempre giù.  Ken salta e abbaia a comando. Va a destra e a sinistra: basta chiederglielo. Con un semplice gesto sale sugli alberi con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><font face="Courier New"><a href="http://blog.qzlife.it/nina/files/2008/03/img_5842.JPG" title="Ken"></a>Ken è un bellissimo esemplare di border collie di quasi due anni, che non passa certo inosservato a Castiglione del Lago dove vive. Bianco e nero. Simpaticissimo e sbarazzino con quell&#8217;orecchio sempre giù.  </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Ken salta e abbaia a comando. Va a destra e a sinistra: basta chiederglielo. Con un semplice gesto sale sugli alberi con la stessa agilità di un gatto. Si siede alla prima richiesta del suo proprietario. Se lui gli dice: &#8220;Ken, fai il morto&#8221;, si sdraia e non si muove di un millimetro fino a che non riceve il permesso dal padrone che, se poi aggiunge, &#8220;Ken, soffri!&#8221;, lui si mette ad ansimare come fosse agonizzante&#8230; insomma un vero attore. Tanto che Ken è stato chiamato a girare uno spot per cibo di animali di una nota ditta.</font></font><font size="2"><font face="Courier New">Ma la specialità di Ken non sono i film o la pubblicità. Ken è un fenomeno in dog agility. Un vero campione. Già a poco più di un anno di età ha sbaragliato tutte le tappe e tanti concorrenti in numerose gare, passando presto al primo livello e mostrando tutte le doti presenti nel suo Dna. I suoi genitori sono infatti campioni di bellezza e agilità a livello non solo italiano e lui ha preso la bellezza e la resistenza del padre, ma la dolcezza e l&#8217;intelligenza della madre. Un mix che lo ha portato ai primi gradini del podio in numerose gare di agility. </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Gare nelle quali Ken viene condotto da Andrea Stecchi, il suo padrone e una passione per la cinofilia nata fin da piccolo. E&#8217; &#8220;figlio d&#8217;arte&#8221;, il padre Livio, ora in pensione, era Istruttore cani e conduttori anti-droga al Centro Addestramento della Guardia di Finanza di Castiglione del Lago, con un passato da Allevatore e membro della Squadra Agonistica.</font></font><font size="2"><font face="Courier New">Ken e Andrea si allenano presso un Centro di Perugia dove sono seguiti da Martino Martinelli, anche lui con una grande esperienza nel settore perché componente della squadra agonistica della Guardia di Finanza di Castiglione del Lago. </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Ken e Andrea sono passati quasi subito dall&#8217;obbedienza all&#8217;agility. Il debutto ufficiale è avvenuto il 14 luglio dell&#8217;anno scorso, partecipando ad una gara internazionale dove Ken si è piazzato 4° su 28 in agility debuttanti e 3° su 28 in jumping debuttanti, ottenendo un eccellente netto, e 3° in combinata che è il punteggio intermedio tra agility e jumping.</font></font><font size="2"><font face="Courier New">Il 28 luglio hanno partecipato ad una gara interna al centro sbaragliando tutti: 1° classificato in agility,  1° in jumping, 1° in combinata. </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Ancora un primo posto nel podio per tutte le specialità a Roma, il 6 ottobre scorso. Alla gara nazionale organizzata dalle scuole romane di Agility e Kennet Colosseo e sponsorizzate da una nota ditta di mangimi per cani sono arrivati 1° in agility debuttanti, 1° in jumping debuttanti e 1° in combinata debuttanti. &#8220;Dopo questo risultato il mio istruttore, Martino Martinelli - racconta Andrea - ha deciso di farci passare al livello superiore, cioè al primo. La prima gara l&#8217;abbiamo disputata a Roma il 21 ottobre scorso, presso il centro Indiana Kayowa di Massimo Perla. Ci siamo classificati terzi su 77 in agility 1° livello. </font></font><font size="2"><font face="Courier New">Il 6 gennaio 2008 abbiamo partecipato ad una gara a squadre all&#8217;interno del Centro dove siamo arrivati 3° in Agility 1° e 3 in Jumping. Da febbraio inizieremo gare in tutto il territorio nazionale&#8221;.</font></font><font size="2"><font face="Courier New">Ma qual è il segreto di un binomio così azzeccato? Sicuramente la sintonia, lo stretto connubio, la complicità tra Ken e Andrea. Una miscela che sembra essere la loro formula segreta. Ma non solo.</font></font><font size="2"><font face="Courier New">Ken è un cane supercoccolato da tutta la famiglia. Ogni giorno viene portato a giocare in riva al lago: la sua passione è rincorrere i gabbiani, un allenamento naturale. Come un vero atleta segue anche un addestramento specifico, ma di sole due ore alla settimana. Il resto è solo istinto e intelligenza. La sua dieta non è a base di crocchette, ma di pasta e carne in scatola. Il venerdì però pesce. </font></font>Daniela Billi</p>
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		<title>Leishmaniosi: proteggete Fido</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2004 11:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nina</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Altro che &#8220;mondo gatto&#8221;. Se potesse parlare Nina direbbe &#8220;mondo pappatacio&#8221;. Nina è una femmina di segugio italiano di circa sette anni. Da pochi giorni le è stata diagnostica una gravissima malattia: la leishmaniosi. Nina vive vicino Castiglione del Lago, nei pressi di Gioiella, in una zona dove negli ultimi tempi sono stati registrati molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><font size="2" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">Altro che &#8220;mondo gatto&#8221;. Se potesse parlare Nina direbbe &#8220;mondo pappatacio&#8221;. Nina è una femmina di segugio italiano di circa sette anni. Da pochi giorni le è stata diagnostica una gravissima malattia: la leishmaniosi. Nina vive vicino Castiglione del Lago, nei pressi di Gioiella, in una zona dove negli ultimi tempi sono stati registrati molti casi di cani colpiti da questa malattia. Sono in genere animali che vivono all&#8217;aperto ma, anche se il cane è il principale serbatoio dell&#8217;infezione, non è escluso che la malattia si possa trasmettere all&#8217;uomo. Il vettore è la femmina del flebotomo, chiamato ”pappatacio”, un insetto più piccolo di una zanzara e per questo difficilmente individuabile. La cosa peggiore è che per la leishmaniosi, che provoca danni enormi ad organi come fegato, milza e reni e può essere anche mortale, al momento non esiste un vaccino. E allora, di fronte all&#8217;ennesimo caso, non è possibile rimanere in silenzio.<br />
Il territorio di Castiglione, quello delle zone più interne lontane dal capoluogo lacustre dove invece ogni estate viene fatta la disinfestazione, rimane più a rischio. I veterinari della zona da tempo tengono sotto controllo la situazione, allarmati dal sensibile aumento del numero di casi di animali colpiti da questo micidiale parassita. Fino a qualche anno fa la malattia era limitata solo ad alcune regioni italiane, per lo più lungo le coste. Da circa dieci anni a questa parte anche l&#8217;Umbria è diventata una zona a rischio, con moltissimi casi di leishmaniosi canina accertata. Ma qualcosa contro la leishmaniosi si può fare: giocare d&#8217;anticipo, quindi prevenire. Le piccole dimensioni del parassita rendono vulnerabili anche le comuni zanzariere delle finestre delle case, che dovrebbero avere delle maglie fittissime oppure essere intrise di insetticida che, insieme agli appositi collari per cani, ai prodotti ad azione repellente, alla riduzione dell&#8217;esposizione notturna del cane al parassita, al momento rappresentano le uniche difese efficaci.<br />
«Come medici veterinari - afferma la dottoressa Donatella Giardini che ha il suo ambulatorio a Castiglione del Lago - stiamo auspicando una maggiore sensibilizzazione delle istituzioni al problema e un rapido intervento da parte dell&#8217;Azienda Usl che ha il compito della disinfestazione del territorio. Chiediamo che anche la campagna sia interessata dagli interventi al fine di contenere il fenomeno. Alle nostre latitudini c&#8217;è un periodo dell&#8217;anno in cui il pappatacio è più attivo: da maggio a settembre. Sono questi i mesi nei quali occorre fare maggiore attenzione e durante i quali occorrerebbe un&#8217;operazione di disinfestazione, mentre nel periodo di riposo dei flebotomi (ottobre-aprile) è buona norma sottoporre il proprio cane ad appositi esami». </font></p>
<p align="left"><font size="2" face="Verdana">Daniela Billi</font></p>
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